Uh che meraviglia! E non si sa, le mogli? Fatte apposta per scoprire i difetti del marito. -Uno,nessuno e centomila -Luigi Pirandello

sabato 23 aprile 2011

Siamo uomini che si credono supereroi in un mondo idealizzato.

Se chiudessi

per sempre il mio cuore,
non vedrei i tuoi occhi giulivi.

Chiudendo le braccia alla vita

non sentirei le tue mani vicine.

Parlerei d'amore alla vita

per insegnarle a camminare.

Se io potessi parlare,

chiedo solo

Se potessi spiegare.. ..

io sono qui.






-Se potessi- Daniela Zaffino

sabato 12 marzo 2011

Incongruente

Piangersi addosso, come un uccello in gabbia che decide di cantare per impiagare il suo tempo infinito. Questo è quello che vedo,quello che vivo. E' triste, lo so.
Ma la tristezza è solo una parola inventata dagli uomini per dare una spiegazione alla propria banalità. All'esser polemici senza però dire realmente ciò che si pensa.
La natura si riprende ogni sillaba tanto, inutile star qui a fare sillogismi sul essere e non essere.
Oggi va bene cosi, domani non lo sappiamo.
Non sappiamo nemmeno se ci sarà un domani.


venerdì 28 gennaio 2011

Ci abbiamo messo un punto. Uno di quelli che quando finiscono non lasciano spazio a niente e a nessuno.


Allora pensi, più soffri e più viene fuori ciò che sei. Io sono esattamente cosi. Dopo non rimane altro. Rimane il silenzio,forse. Rimane la voglia di annullarsi. La voglia di non essere, per sempre. Rimango io. Quella io che ho tanto amato, che ho lottato per avere integra. Sono io che adesso vado via. Che adesso dormo un po'.Che adesso non ce la fa, e non ce la farà mai. Sono io,innamorata di chi è come me e nemmeno se ne accorge. Sono io l'amore di me stessa. L'unico vero e sincero. L'unico.

.

sabato 20 novembre 2010

La posta per me stessa.

Cara me,

So che ultimamente non te la passi troppo bene. Beh,pensavi che una volta passato il periodo boh tutto si sarebbe sistemato, in realtà sappiamo entrambe che ogni cosa va a catafascio.
Sono diciassette anni di disgrazie e sgomitate qua e là,ma infondo cara, non puoi mica abbatterti per cosi poco, si tratta della tua vita, del tuo futuro, non è cosi male lasciare scorrere il tutto.
Il non pensare ti aiuta a non soffrire, il non soffrire ti rende apatica, l'apatia ti atrofizza.
Insomma, il paradiso dei sensi. Lo so, mi prenderai per matta cara me, ma infondo anche questa parte ti piace,per quanto sbagliata e poco non oggettiva possa essere.
Ti do un consiglio, annullati, tanto lo stai già facendo di tuo. Il mondo t'ingloberà, e quella parte di me che tanto ti appartiene scomparirà cosi in fretta,da non darti nemmeno il tempo di accorgertene. .
Sei una malata per la società,quindi smettila di pensare a me e a tutte quelle "fandonie" di cui ti ho riempito per anni.
Respira aria malata, appiattisci la tua esistenza,dimentica la cultura e il monologo del mondo. Tanto non lo cambierai. Hai la voce possente e provocatrice,ma questa un giorno smetterà di esistere,come tutto il resto. Non essere la te che sei,sii la te che il mondo vuole. Bella che vuota, Vera che finta.
Non essere me,perché sarai infelice.

Infelice si,ma sincera.
Reale.

domenica 22 agosto 2010

L'estate lascia l'amaro in bocca

Il vento, con la sua voce, trama di nascosto
ma non sa darsi pace.
Urla feroce, travolge, sconfigge, tramuta, annulla.
Non resta che l’essenziale.
L’essenziale degl'occhi che sanno ancora vedere,
dove il nulla avanza,
la speranza si abbandona,
il caldo degrada.
Degl'occhi che hanno smesso di piangere,
e hanno deciso di guarda in faccia il mondo e dirgli si.
Si, tutto va male.
Si, siamo tristi e senza motivazione.
Si, siamo stupidi e bambini anche se ormai cresciuti.
Si, abbiamo voglia di guardare ancora spazi infiniti
anche se non vediamo troppo bene.
Inventiamo.
Creiamo.
Esseer poi uno spiraglio di luce, un attimo fugace.
Essere anche quando non si è o si è già stati.
Ricominciare ancora, ancora, ancora e ancora.

domenica 18 luglio 2010

Stazione.

Sono drasticamente incensurata.
Denutrita d’emozioni,affogata in sensazioni.Semplicemente io, in un estate afosa,ricca di ma e perché. Ricca semplicemente di niente, quel niente che ogni anno diventa più grande. Passa tutto e troppo in fretta, e quello che non doveva passare mai è già fuggito.
Ricordo un viso definito,presuntuoso, uno sguardo attento e riparato. Ricordo un paio di converse strappate,cucite e ricucite,e quei jeans sempre uguali. Ricordo figure e traffico, discussioni,parole e risate,ricordo un mondo nuovo, di cui non ho mai fatto parte. Occhiali da sole,libro in mano,zaino in spalla. Osservare l’inosservabile e trovarmi dentro qualcosa,ancora prima di vederla sul serio.
Ricordo capelli rossi, e macchie persistenti, ricordo sorrisi e gesti particolari, ricordo libri,opere,e pittori, che a quell’epoca nemmeno conoscevo. Calze luminose,accessori stravaganti, assoluta serietà,invidiata spensieratezza.
Ricordo occhi dolci,e ricci biondi. Parole vecchie,rimescolate con le nuove, ricordo mani, impregnate dell’odore di una malboro rossa. Racconti,situazioni,punti di vista,e lunghe sciarpe colorate.
Ricordo una chitarra,che ancora suona. Anche se non più come una volta. Ricordo melodie,e battute poco esilaranti,ricordo cappotti troppo grandi e ombrelli ancor di più.
Ricordo il bello, il vago,quello che ancora oggi fa parte di me,senza averlo vissuto poi davvero.
Ricordo un foglio, un mp3 e un paio di occhiali intenti ad osservare quel mondo che adesso si è un po’ spostato.
Ricordo me,ricordo voi. Ricordo.
Oggi avevo terribilmente voglia di ricordare.
(è Depp sia.)

sabato 5 giugno 2010

Signora Aquilone,racconta di me,di noi,di tutto,di niente.

C'era una donna, l'unica che ho avuto, aveva i seni piccoli e il cuore muto, nè in cielo, nè in terra, una casa possedeva, sotto un albero verde dolcemente viveva, sotto un albero verde dolcemente viveva.
Legato ai suoi fianchi con un filo d'argento, un vecchio aquilone la portava nel vento e lei lo seguiva senza fare domande perchè il vento era amico e il cielo era grande, perchè il vento era amico ed il cielo era grande. Io le dissi ridendo "Ma Signora Aquilone non le sembra un pò idiota questa sua occupazione?". Lei mi prese la mano e mi disse "Chissà, forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà, forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà". E così me ne andai che ero un poco più saggio con tre soldi di dubbio e due di coraggio e incontrai un ubriacone travestito da santo che ogni sera si ubriacava bevendo il proprio pianto,
che ogni sera si ubriacava bevendo il proprio pianto. E mi feci vicino e gli chiesi perdono ma volevo sapere se il suo pianto era buono. Lui mi disse "Fratello, è antico come Dio, ma è più dolce del vino perchè l'ho fatto io, ma è più dolce del vino perchè l'ho fatto io". E prima che le stelle diventassero lacrime e prima che le lacrime diventassero stelle ho scritto canzoni per tutti i dolori e forse questa qui non è delle migliori, e forse questa qui non è delle migliori.
-
Oggi ci sentiamo più saggi,più reali del solito. Ci sentiamo io e la mia anima, è sentirsi non è proprio da tutti.
Tempo di studio affannoso,di stress,d'impegni improvvisi. E poi quella voglia di fare altro,di pensare ad altro,ci guardare oltre, perchè altro mi ha già stancato. Di non scrivere troppo,ma nemmeno troppo poco, di tracciare ancora linee,in qualsiasi momento e in qualsiasi posto si possa essere. Inizia l'estate, ed io spero solo di poter iniziare un' altra me,una di quelle che ho sepolto sotto i pensieri striduli,una che valga più di quanto possa valere questo corpo,cosi pieno esteriormente,ma cosi trasparente dentro. Oggi andrà bene cosi,domani non sarà abbastanza.
-Mi sono svegliata con De Gregori in testa, un piacevole tormento.Il testo (sopra) infatti è proprio suo.Invito ad ascoltarla,ma soprattutto a leggerla. A fissarla bene.Non impegnatevi troppo a capirne il senso o a memorizzarne il ritmo, semplicemente sentitela, vi servirà. Parole cosi piene servono,più di una volta.-


-La fotografia bellissima,trovata oggi è:
With Face Hidden (2009)
rifacimento di "Frontal Seated Female,
with Face Hidden", Gustav Klimt - 1908

venerdì 7 maggio 2010

Ci sentiamo immensi, in una bolla di sapone.. ma sempre troppo piccoli nell'abisso di oceano

Almeno ci sentiamo.
Anche se spesso facciamo finta, di esser sordi di noi stessi, infondo lo sappiamo che tutto ciò che abbiamo ci verrà negato e poi di nuovo regalato.
Intraprendendo un viaggio che,sta scorrendo ancora prima d'iniziare, un viaggio tuo,mio,suo,loro.
Un viaggio che vorrei,che direi, un viaggio per me e per te.
Oggi,come sempre,le parole non hanno senso,quindi inutile capire, apprezza e basta.
Altro non so che dire.

"Non sai cos’hai, cosa vuoi, cosa vale
E non sai e non sai cosa è finto o reale
Ti nascondi oramai, spiegazione banale
Mi spaventi e lo sai, illusione mortale "

E se ci pensi, non è cosi scontato come sembra e anche peggio.
Ma infondo va bene cosi.


Parte del Testo dei Prozac + -Dove sei-

(Foto fatta da me)

mercoledì 17 marzo 2010

Improvvisatori d'interpretazioni.

Ci crediamo sazi,ma non lo siamo mai abbastanza. Non imponiamo a nessuno la nostra presenza, ma il più delle volte mettiamo in discussione quella degli altri.
Siamo, eppure siamo poco, ancora per poco, continuiamo ad essere poco.
Vomitiamo sensazioni senza mai renderci veramente pronti a riempirci di nuovo.
E da qui,partono le parole senza senso. La voglia di parlare e riempire spazi troppo vuoti, la fatica di credere,crescere,e ritrovarsi peggiori.
Recitando una parte,troppo apparente,credonsi presenti in un futuro troppe volte scontatamente privo di basi reali.
E’ basta fare le persone vere, basta credere e crescere ancora sperando di essere migliore.
Ci si rende ridicoli ogni giorno che passa,ogni minuto che si attende quell’attimo perfetto che troppe volte non arriva.
Oggi voglio essere reale,in una finzione che ci appartiene troppo, oggi voglio essere giù di morale,perché il sorriso che porto troppe volte mi pesa.
Oggi la giornata è andata male,o forse troppo bene,ancora devo definirlo.
Non lo so, non so nemmeno cosa scrivo,non so nemmeno, se può essere uno sfogo.
L’unica cosa certa,che la ruota gira,e non si fermerà certo per ascoltare i dubbi di una strana adolescente.

Che infondo ancora ci spera a trovare un punto di vista migliore.

sabato 13 marzo 2010

Infondo succede spesso.

Non si può essere seri a diciassette anni.
Una sera al diavolo birra e limonate
E i chiassosi caffè dalle luci splendenti!
Te ne vai sotto i verdi tigli del viale.
Come profumano i tigli nelle serate di giugno!
L'aria talvolta è così dolce che chiudi gli occhi;
Il vento è pieno di suoni – la città non lontana –
E profuma di vigna e di birra...

Ed ecco che si scorge un piccolo brandello
D'azzurro scuro, incorniciato da un piccolo ramo,
Punteggiato da una cattiva stella, che si fonde
Con dolci brividi, piccola e tutta bianca...
Notte di giugno! Diciassette anni! Ti lasci inebriare.
La linfa è uno champagne che ti sale alla testa...
Si vaneggia; e ti senti alle labbra un bacio
Che palpita come una bestiolina...

Il cuore, folle Robinson nei romanzi,
Quando, nel chiarore di un pallido fanale,
Passa una signorina dall'aria incantevole,
All'ombra del terrificante colletto paterno...
E siccome ti trova immensamente ingenuo
Trotterellando nei suoi stivaletti,
Si volta, lesta, con movimento vivace...
E sulle tue labbra muoiono le cavatine

E sei innamorato. Preso fino al mese d'agosto.
Sei innamorato. I tuoi sonetti la fan ridere.
Gli amici se ne vanno. Sei di pessimo gusto.
Poi l'adorata una sera si è degnata di scrivere...!
Quella sera... torni ai caffè splendenti,
Ordini birra o limonata...
Non si può essere seri a diciassette anni
Quando i tigli sono verdi lungo il viale.



-Il Romanzo
- Arthur Rimbaud

domenica 7 marzo 2010

Ma cosa posso saperne io.

Troppe volte mi trovo a pensare cosa sarebbe la mia vita se il mondo girasse al contrario. Se le emozioni si sciogliessero al sole come neve,e il dolere beh, il dolore fosse sole una brutta parola isolata qua e là, nella mente di un viaggiatore.

-
Camminare,correre,trasportare ancora qualcosa,credere che nel nulla ci possa essere tutto, e nel tutto,troppi frammenti di niente. Comincia a disegnare lei,costruisce muri di carta,per isolare quel brutto mondo, che infondo le appartiene un po’ troppo.
Dà colore ai fiori grigi,rimette su, le teste staccate dal tempo,dà ai pazzi il proprio riscatto nell’essere assurdamente geniali. Su, che si disegna!
Notte e giorno, è lei l’artefice di questo mondo sempre più,isolato,staccato,intricato.
Palazzi a testa in giù,alberi sopra le macchine,che trasportano rumori,gente che ride e racconta di fiabe,pistole che svolazzano di qua e di là,sgorgando acqua colorata, e bambini, bambini che giocano, che imparano a correre, solo con la forza del pensiero, che parlano, senza parlare, che scorrono come fiumi, che amano e si fanno amare.
Il suo mondo prende forma sempre di più,ci si butta dentro, affogando in balia di onde fatte di niente. Fuori soltanto il grigio,che a poco a poco, inquina anche lì dentro.
“Buona notte mondo mio a domani.”
Ma quel domani non sarà,e mentre minuti accompagnati da anni passeranno,quel castello di carta verrà dimenticato rintanato nella polvere, ormai accumulatisi nel tempo.
La carta aspetta,eppure lei è troppo occupata a crescere,a convivere con quel mondo che tanto odiava, inghiottita e cambiata, al tal punto di dimenticare di aver dato vita a qualcosa, di aver disegnato, di aver inciso,colorato, immaginato.
Anima trasformata in fantasia.
Si sgretola.



Di ritorno quindi,quel tutto riempito di nulla.

lunedì 22 febbraio 2010

riflessioni sull' amore.


<...Noi leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto come amor lo strinse; soli eravamo e sanza alcun sospetto. Per più fiate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo il disiato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi basciò tutto tremante. Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante".>

"Cerchiamo l'amore e li comincia la nostra corsa.
Troviamo un modello, e lo rincorriamo per tutta la vita,senza renderci conto che in verità,la felicità che cerchiamo cresce dentro di noi,e si assembla con quello che ci circonda.
E proprio lì in quella percezione di tempo sprecato,
ci accorgiamo che tutto quello che cerchiamo disperatamente era accanto a noi.
I castelli di sabbia che avevano costituito in veste di una "vita migliore",sarebbero caduti da li a poco."

La divina commedia-Inferno- Canto V- Compito d'italiano. Il cappellaio s'interroga.


(Dante racconta, io rifletto.
Parole mie,mie,mie,mie. Sempre mie.
Solo mie!)

giovedì 18 febbraio 2010

Alter ego


Salve a te.

Stavo costruendo un castello di sabbia,in quel giorno d’agosto in cui face la neve.
Alzando la testa. il caldo afoso ed il sudore perforante, giù hai piedi il gelo più totale.
Quel giorno me lo ricordo perfettamente, o almeno credo
.

Volavo,volai, o sorse semplicemente tentai di volare.)

Voglio essere quell’essere che essendo esistito tenta ancora di esistere.
Credo di essere in quell’essere che non sa se è davvero esistito, ma comunque continua ad esistere.




Quando un giorno scaverai dentro di te mia cara,
troverai quella te che mai avresti desiderato.
Ma che attendevi da tempo.

giovedì 11 febbraio 2010

Continua a essere ciò che non sei.


Ti senti grande,ma infondo non sai ancora niente.

Ti senti forte,ma sappi che ti spezzerai senza nemmeno accorgertene.

Ti senti tu,ma in cuor tuo,sai di non esserlo.


Ma guardati,cosa sei?.. chi sei?

Guardati. Non è te che vedrai riflessa in quello specchio.