Uh che meraviglia! E non si sa, le mogli? Fatte apposta per scoprire i difetti del marito. -Uno,nessuno e centomila -Luigi Pirandello

giovedì 18 febbraio 2010

Alter ego


Salve a te.

Stavo costruendo un castello di sabbia,in quel giorno d’agosto in cui face la neve.
Alzando la testa. il caldo afoso ed il sudore perforante, giù hai piedi il gelo più totale.
Quel giorno me lo ricordo perfettamente, o almeno credo
.

Volavo,volai, o sorse semplicemente tentai di volare.)

Voglio essere quell’essere che essendo esistito tenta ancora di esistere.
Credo di essere in quell’essere che non sa se è davvero esistito, ma comunque continua ad esistere.




Quando un giorno scaverai dentro di te mia cara,
troverai quella te che mai avresti desiderato.
Ma che attendevi da tempo.

giovedì 11 febbraio 2010

Continua a essere ciò che non sei.


Ti senti grande,ma infondo non sai ancora niente.

Ti senti forte,ma sappi che ti spezzerai senza nemmeno accorgertene.

Ti senti tu,ma in cuor tuo,sai di non esserlo.


Ma guardati,cosa sei?.. chi sei?

Guardati. Non è te che vedrai riflessa in quello specchio.

giovedì 4 febbraio 2010

Il sonno e le sue perle di saggezza.

Ben tornata. Ritrovata la strada di casa? La fessura giusta?
Vuoi o no, sempre qui ritorni e lo farai sempre.


C’era una volta un poeta. Uno di quei pochi rimasti,vestiti per bene. Se ne andava su per i treni giornate intere, andata e ritorno. Lunghi e interminabili tragitti a contatto con gente che non aveva mai visto,e che sicuramente non avrebbe rivisto.
Cambiava casa,città,denaro,e treno,ogni giorno. Almeno ci provava,al massimo ogni settimana.
Stranamente lo incontrai diverse volte.
La prima volta,fu in un giorno di pioggia, ricordo il suo cappotto bagnaticcio e un libro fra le mani. Impacciato e sorridente,mi scivolò di fianco, come un getto d’aria ghiacciata.
L’ avevo di fronte,accomodato sopra un sedile,intento a leggere il suo libro.
Lo guardai per tutta la corse del treno. Modi bizzarri,parole calorose,sguardi attenti pronti a raccogliere ogni tipo d’informazione.
Non so perché ma decisi di convincermi che fosse un poeta.
Uno di quei pazzi che ricercano il mondo per trasmettere le stesse emozioni che provano loro nel vedere vibrare la fiamma di una candela.
La ricerca sfrenata,della parola giusta,del punto giusto, del attimo esatto.
E allora cominciai.

“C’era una volta un poeta, uno di quelli che ancora osano viaggiare per non si sa quale meta,
alla ricerca di un luogo perduto,troppo tempo fa.
Non si dava pace,perché non ricordava il nome,ne tanto meno il posto in se, di un luogo assai strano.o forse un semplice momento, questo non si capii,percepiva solo una sensazione, una di quelle che dopo anni ,ti fanno venire gli stessi brividi di sempre..”

-Signorina biglietto prego
-Abbonata.


“Maledizione ai controllori.. Comunque,stavo dicendo ? A si…un sensazione.
Bella, luminosa,chiara, però offuscata,trattava di un attimo d’infanzia che per poco sarebbe durato alla memoria dell’ormai stanco poeta.
Cerca, e ricerca. Ma, solo belle parole trovo il tizio. Parole, troppe parole,che non sapevano di niente. Giorni su giorni a credere in quel qualcosa che forse non era mai esistito.
Eppure lui lo ricordava, e mancava solo quello alla sua poesia.
Parole,o forse frasi, o forse rumori.
Per anni e anni sempre le stesse domande!
Solo un libro con se, e qualche soldo.
Quando in realtà quello che cercava lo aveva proprio li vicino a lui. O forse semplicemente era proprio lui. La vibrazione ricordata, era solo frutto del suo cambiamento.
Si sa in un età dai due anni in su si abbandona a poco a poco quell’incoscienza iniziale,e si comincia a parlare,camminare,ridere e a capire. E cosi proprio quel attimo di vita che nessuno di noi ricorda più,stava per abbandonare il povero poeta.
Viaggiava l’uomo,ma presto avrebbe dimenticato tutto,e mai avrebbe capito il dilemma che si portava nel cuore..”


-Arrivederci.

“..il Poeta se n’è andato ancora,attraverso quella porta blu del treno, tanto non ce la farai poeta, troppo semplice è il dilemma da scoprire.. oh bene sono arrivata alla mia fermata..”

-Arrivederci Signorina
-Arrivederci.


C’era una volta questo benedetto poeta,che solo una volta incontrai, e che di mestiere il poeta certamente non faceva.
Però c’era, e forse in quel momento il mio solito tragitto verso scuola sembrò più interessante.


Chiedo scusa per la banalità apparente,i pensieri del sonno mi hanno sempre affascinata.



(Io fotografa assai strana)

martedì 19 gennaio 2010

e se io, o sei t o semplicemente tutto.

Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse
e l'innocenza sulle gote tue
due arance ancor più rosse
e la cantina buia dove noi
respiravamo piano
e le tue corse, l'eco dei tuoi no, oh no
mi stai facendo paura.
Dove sei stata cos'hai fatto mai?
Una donna, donna dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Ma quante braccia ti hanno stretto, tu lo sai
per diventar quel che sei
che importa tanto tu non me lo dirai, purtroppo.
Ma ti ricordi l'acqua verde e noi
le rocce, bianco il fondo
di che colore sono gli occhi tuoi
se me lo chiedi non rispondo.
O mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me
o mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me.
Le biciclette abbandonate sopra il prato e poi
noi due distesi all'ombra
un fiore in bocca può servire, sai
più allegro tutto sembra
e d'improvviso quel silenzio fra noi
e quel tuo sguardo strano
ti cade il fiore dalla bocca e poi
oh no, ferma, ti prego, la mano.

Dove sei stata cos'hai fatto mai?
Una donna, donna, donna dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Io non conosco quel sorriso sicuro che hai
non so chi sei, non so più chi sei
mi fai paura oramai, purtroppo.
Ma ti ricordi le onde grandi e noi
gli spruzzi e le tue risa
cos'è rimasto in fondo agli occhi tuoi
la fiamma è spenta o è accesa?
O mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me
o mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me.
Il sole quando sorge, sorge piano e poi
la luce si diffonde tutto intorno a noi
le ombre ed i fantasmi della notte sono alberi
e cespugli ancora in fiore
sono gli occhi di una donna
ancora piena d'amore.

In quel momento ti ho amato, ci credi?
Non lo saprai mai.
Giuro.

mercoledì 13 gennaio 2010

Chi ti ama c'è sempre, c'è prima di te... c'è prima di conoscerti.


Trasformo l’aria in cenere grezza,e lei cammina,respira,parla,racconta,vive attraverso un reticolato di emozioni, che si disperde nella nostra quotidianità .
Se corri,riesci a vederla, se ti fermi, imparerai a sentirla. Un rumore, un brivido.
Voglio, per provare a camminare su una scia che nulla a che fare con me, riuscire a raccontarti chi sono e perchè adesso siamo qui.
Cresci,ma non smetti di correre.
Posti nuovi ,visi nuovi, parole e gesti nuovi. Cuore nuovo.
Voglia di provare qualcosa di nuovo,ma di non tralasciare troppo il vecchio.
Ne ho bisogno, ne ho bisogno come l’ossigeno.
E non capisco perché tutte le volte che ci penso, accade il miracolo.
Incontri una nuova parte di te,che ricorderai,che quasi sicuramente farà male, e che fino a quel momento speravi di non possedere.

“Voi donne siete mutevoli, pronte a catturare la vita a riempirvi di farfalle. Noi maschi siamo incolonnati lungo il vostro muro come lombrichi.”

Maledettamente vero,siamo pronte a darci fuoco da sole per viverci pienamente.
Siamo stupide,ingenue,forti e combattive allo stesso tempo.
Ma troppe volte dimentichiamo chi siamo,cosa vogliamo,cosa generiamo.
Adesso ho voglia di contare ogni granello di sabbia,e far passare il tempo.
Ancora,ancora,ancora.
E per una volta vorrei capire chi sei.




(momenti analoghi passati a scrivere parole senza senso.)

Citazione:Non ti muovere-Margaret Mazzantini

giovedì 7 gennaio 2010

Ricominciamo

“Mi mancava l’odore dei tuoi capelli, mi mancava averti tra le braccia. Mi mancavi tu.”



L’altra notte ho fatto un sogno, un sogno bello, intenso, intricato ma leggero, di cui poco ricordo e poco voglio ricordare. Sono sicura fosse bello ,perché svegliandomi, quel senso si smarrimento che ti porta un incubo, non ce l’avevo.
E’ cominciato un nuovo anno, una nuova data è stata scritta.
Eppure le giornate rimangono uguali,studio,lavoro,pausa,sonno,lavoro,studio.
Nessun buono proposito, nessuna meta,nessun fallimento. Voglia di superare un esame.
Un esame che con la scuola centra ben poco.
Un esame che riguarda me e la mia sciocca presunzione nel voler fare sempre, anche quando sembra che tutto non voglia.
Ne ho bisogno.
Comincio l’anno con poche parole, troppi pensieri, illusioni, impegni, troppi stimoli, o forse troppo pochi.
Chi lo sa.
Intanto cominciamo.
Spolveriamo la muffa qui dentro , il mio angolo bizzarro, non deve andarsene a puttane come il resto del mondo.

giovedì 3 dicembre 2009

La spesa



"Sai di vivere una vita che è contronatura, dove un giorno è per la notte
dove la paura va scacciata via in un attimo, in un gesto attento di quell'anima un pò scura che ti
porti dentro. O forse è naturale inseguire il destino, perder l'innocenza per sentirsi bambino e dalle facce appese alle circostanze fai uun sorriso beffardo e non ti accorgi neanche"





Stanca.

(fotografa me medesima)





domenica 29 novembre 2009

interrogazione imminente (non andata benissimo)


"..l’elemento che caratterizza un buco nero è l’orizzonte degli eventi, che delimita una zona al cui interno la velocità di fuga è superiore alla velocità della luce:
questo significa che un qualsiasi oggetto che penetri dentro l’orizzonte degli eventi, non potrà più uscire, poiché secondo la teoria della relatività,nulla può superare la velocità della luce.
Per questo motivo l’orizzonte può essere considerata come una porta di sola entrata, il buco nero una specie di imbuto cosmico che risucchia ciò che gli passa vicino cancellandone le proprietà specifiche e trasformando il tutto in materia informe,proprio per questo infatti più assorbe, più il buco nero si allarga. "
(…)
Secondo alcuni astrofisici,che basano la loro ipotesi sulla teoria della relatività, i buchi neri sarebbero dei punti di collegamento tra zone molto distanti dell’universo,se non addirittura i cosi detti “universi paralleli”
Se un oggetto riuscisse a passare attraverso un buco nero si ritroverebbe in una situazione di spazio tempo completamente diversa.


Studio geografia atronomica,raccolgo dubbi
già esistenti che non passano mai.
Domande e risposte che diventano ipotesi.
La ricerca del surreale,la conferma di una possibile esistenza.

lunedì 9 novembre 2009

Vento e cenere

Vento. Vento.
Veloce,vivace,leggero e potente allo stesso tempo.
Una finestra sbatte, una tenda volteggia fra le foglie,un vaso rotola silenzioso sul davanzale di un balcone.
Vento e cenere. Etna che
dispensa eroina nera fino a me.
Sottile polverina, inebriata di terra asciutta e profumata. Foga,suoni.
Un concerto misto fra voci soprane e organi antichi.
Lì una sagoma, forte, nitida e sfogata allo stesso tempo. Una sciarpa colorata al collo,un cappotto attillato, anche se non troppo,che si oppone al principe del silenzio.
Il vento danza insieme a codesta, vive, respira, urla. Ed essa ammira estasiata.
Profumo. Dolce, amaro, stuzzicante.
Il tempo si ferma, ma la corsa continua. Foglie, macchiate di nero, alberi che volteggiano.
Un quadro che prende vita, nella mente di chi, affievolito dal vento, usa gli occhi come pennelli, dando vita a forme aggraziate. La mente mette il colore adatto, mescola, immedesima ogni cosa, rimugina sul da farsi, e alla fine, il risultato e magnifico.
Cenere e vento. Ne ho piene le tasche, la testa.
Il cuore.



[Ma tu ci sei entrato mai dentro un quadro?]
[Beh.. io praticamente ci vivo,ma infondo ci vivi anche tu]
[?]
[Impara ad utilizzare gli occhi, e capirai]

venerdì 16 ottobre 2009

Osservavo la morte silenziosa di un ape.
Sola. A miei occhi, cosi vulnerabile e finita. Andare a morire.

Oguno di noi quando muore, è solo.

Vorrei capire il cilo di ogni cosa, ed osservare il mondo dall'alto.

Vorrei sapere tutto ,e nell'insieme non vorrei sapere niente.

giovedì 8 ottobre 2009

passaggio tra i riflessi

Specchio che riflette un mondo apparente. Specchio che guarda,osserva,analizza e poi tace. Specchio che conduce. Che trapassa ogni forma di normalità e la trasforma in una pittoresca veduta distorta e soprattutto non poco casuale!!
Specchio che vive dentro ogni animo,specchio che assopito si risveglia nel momento meno opportuno.
Momentaneamente frastornata,ammaliata,disorientata.
Sono sveglia, eppure dormo,sogno.
Trapasso oceani e vedo colline, sento odori sconosciuti,e sapori mai assaggiati.
Tocco le sponde di ogni angolo del mondo,India e d’improvviso Cina, arrivo da per tutto,
con la sola forza delle dita.
Mi spingo oltre e vedendo la luna cosi vicina, mi fermo.
La voglia di prenderla e fuggire via e tanta, troppa.
E nello spazio mi rendo conto di quanto io possa essere piccola,inesistente.
L’abbandono l’adorata, e ritorno sul mio strano mondo.
Cerco una montagna, sola,fresca,pura, silenziosa. La trovo.
Resto lì,nei secoli dei secoli a guardami attraverso un riflesso.
Affacciandomi vedo ogni cosa, la gente,il rumore,la normalità, le città che sorgono, i bambini che diventano grandi ed infine vecchi. Osservo e percepisco ogni cosa.
Ma niente vede e percepisce me.
Questa veduta mia piace.
Questa “collocazione” mi piace.
Anche se so di non essere ne eterna ne superiore.
A volte solo provare ad esserlo,dona pace.

domenica 4 ottobre 2009

persa tra le parole di Coco Chanel

Zac. Il rumore delle forbici. Un frusciare sussurrato,ma deciso,lame scintillanti che fendono il tessuto,lo scindono,ne spezzano l’inerte,magnifica uniformità,come l’elica inesorabile di un battello che solca la superficie del mare. Un balsamo per me,Tagliare. La mia mano ferma,decisa,arrogante forse. La mia mano sa quello che deve fare. Sto tagliando uno splendido crèpe de chine, il mio atelier è immerso nel silenzio. Nessuna lavorante,nessuna premiére né voci conciate. Le macchine da cucire tacciono. E’ mezza notte passata,sono appena rientrata da un fine settimana in campagna ospite del duca WestMister. Mi ha invitata Eanton Hall. Magnifico. Poi ,invece di andare a casa mi sono rifugiata qui. Una luce illumina la stoffa sul tavolo,gioca con il fumo azzurrognolo della sigaretta appoggiata sul portacenere qui accanto.
Parigi dorme. Tagliare,tagliare,tagliare.
Di certo c’è un significato a tutto questo. Ho 41 anni,ma non mi sento vecchia. Si la mia vita è stata un taglio nel destino,una censura con la povertà,la solitudine.
L’abbandono dell’orfanotrofio di Aubzine. Il nero della mia malinconia e del rigore. Il grigio di quell’edificio scarno,il bianco opaco dei cieli invernali che io scrutavo dalle inferriate della camerata,in attesa del nulla, mia madre morta,mio padre e la sua bancarella persi chissà dove. Nero,bianco,grigio,sono i miei colori preferiti.
Un marchio,come il mio monogramma, le due “C” intrecciate,una dritta l’altra capovolta.
In mezzo io.

(…)

Tagliare ancora. Tagliare,si,come la volta in cui mi liberai dei miei capelli. Stavo ancora con Etienne e gli rubai un frac dall’armadio,perché non avevo abiti da sera per partecipare ad un festa.
Il fascino,credo che in definitiva stia tutto nell’ambiguità.
Nel sovrapporre,intrecciare,mescolare,il femminile con il maschile.
Una camicia bianca rigorosamente abbottonata fino al collo e voilà,gli uomini ti adorano.

L’immaginazione è più sensuale della realtà.


(parole prese da una non so quale rivista.
Sopra l'attrice che interpreta Coco in una scena del film)
Tralasciando per un attimo.
Mi unisco al dolore causato da questo evento catastrofico,accaduto nei ditorni di Messina.
Smettiamola un attimo con le polemiche, e aiutiamo dove possiamo e finche possiamo.
Dopo potremo dire ogunno la nostra.

giovedì 24 settembre 2009

pensieri accantonati

Gente monotona spenta. Ambizioni precoci in un cotesto troppo attuale. Voglia di perdersi dentro un mondo lontano da quello reale. Per poi capire di esserci sempre più legata,intrappolata.
Un sorriso,una parola,una rassicurazione.
Un pretesto,una facciata,un modo losco di vivere la vita.
Nessuno ha voglia di camminare, nessuno cerca, e nessuno alla fine trova. Rimango solo io, che le mie drastiche paranoie interne, e la pioggia che batte alla finestra ormai da una settimana.
La voglia di essere trasparente mi strapassa ogni minuto. E’ settembre.
Settembre che sa di terra,di scuola,di nuovi volti da aggiungere alla lista dei comuni,
di nuove battaglie,nuove parole e paure,che a settembre sbocciano fra l’annullamento totale.
Potessi guardare gli altri e vedere di meglio. Potessi capire miei modi di fare ed agire verso tutti gli altri,potessi capire perché la gente sa solo catalogare.
Sono una semplice pieghetta sul colletto di una camicia perfetta, quale unica parte andata a male è proprio la mia, a causa di una mano maldestra.
Però è strano.
Guardare il modo,per poi capire che alla fine è l’essere noi stessi che ci spaventa.
Tutto è privo di parole vere, e ciò ci rende assenti più di quanto già siamo.
Ma doniamo un senso a questo giro di parole e finte emozioni. Un sorriso avrai bisogno, una mano diversa dalla mia, che possa solo dire.:“E cosi che sei.. non cambiarti”

Ulteriormente schiacciata. Accantonata.


GRIDOOOOOOOOOOO!!!!!
e vorrei farlo a lung0.

(servizi fotografici di scuola.
fotografi samantha e peppe,
leggere modifiche della sotto scritta)

domenica 6 settembre 2009

scarsa(forse troppa) isparazione.


Si aspetta il freddo




E le parole verranno da se.









Se posso permettermi oggi annegherei tra il mare.
Forte e violento, sbatte alla riva,mi attende.
E tra le parole della saggia morante mi dileguo.