Mi rendo conto che più andiamo avanti e più la quotidianità e le nostre traduzioni subdole, si appropriano di noi stessi e della nostra vita. Mi soffermo il più delle volte, a fare analisi generiche sul mio modo di vedere le cose,e per certi versi forse tendo a limitarmi, anche perché sono io stessa a mettere i

paletti dentro una situazione, essendo la mia mente messa a giudizio.
E cosi ho pensato perché non provare ad analizzare la mente di un caro italiano medio?
I suoi obbiettivi,le sue delusioni,la società che parte da lui e ci completa con un altro allo stesso modo.
Ma che dico stesso,identico è la parola giusta.
Perché siamo troppo catalogati,troppo stampati,impacchettati e spediti a fare le stesse cose,a vivere le stesse emozioni (saranno vere?),a credere di avere tutto quando in realtà non abbiamo niente.
Gli obbiettivi principali comuni quasi a tutti sono :
-Un lavoro stabile (attenzione, non che piace ,ma solo stabile)
-Una famiglia salda (che infondo ci può anche stare)
-Il mutuo da pagare alla banca e la seconda casa(troppo comune? Ma per certi versi giusto)
-Forse un figlio e se proprio devo due (evvai perché noi siamo nati dalle uova!)

-La barca e la macchina nuova (e chi potrebbe vivere senza)
-L’amante (perché noi viviamo dentro un telefilm chiamato “vita”)
-la pensione assicurata (perché è giusto dormire sonni tranquilli)

In pratica parlano da soli,poi sono ad interpretazione personale.
Andando più affondo,attraverso varie fasi della giornata e parole dello stesso,possiamo interagire attraverso un pensiero (in)esistente che tartassa la sua mente con lo stimolo sempre più potente è prontamente ripetitivo giorno per giorno.
“La società è cosi. Tu devi essere cosi. Se no,non vivi bene. Se dici no alla società,sei un pazzo,e se ti lamenti anche, perché lei ci da ogni cosa”
Adesso non vorrei essere frivola,ma cosa dovrebbe darci la società? A noi? Il lavoro? Lo impartiamo noi stessi miei cari,noi stessi lavoriamo per noi,e il messaggio che ci viene posto è proprio quello di essere al disotto… ma dove sta la benedetta democrazia? E soprattutto,io cosa me ne faccio della frase “il mondo è bello perché è vario” .
Il mondo non è mai stato bello,forse al tempo dei dinosauri quando non c’erano persone più meschine di noi uomini. E la “varietà” dov’è che io non la vedo?
Siamo costretti a vivere dentro un sistema che piano piano ci capovolgerà tutti.E noi saremo troppo presi,dalla nostra vita che intanto ha perso quel poco di buon senso che aveva.
Perché tutto questo?
Ancora delusa dai nostri media che senza “volerlo” ci uccidono.
Con canoni,obblighi,
ci trasformeranno in fantocci privi di significato.